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Se qualcuno mi chiedesse "Ma tu hai odiato Napolitano?", sarei in un certo imbarazzo. Perché la sua morte può essere valutata in due modi: il punto di vista politico e ciò che ha rappresentato. E io nei confronti di Napolitano ho sempre avuto un sostanziale disinteresse. Sul piano politico, è stato uno dei personaggi più sopravvalutati del sistema italiano, al quale si attribuiscono meriti e demeriti che, in realtà, non ha mai avuto, se non quelli rientranti nella sua peculiarità di servo...
Con Giorgio Napolitano se ne va l’ultimo piciista storico, l’unico dirigente comunista a cui fu accordato il privilegio di tenere un ciclo di conferenze (lectures) presso prestigiosi atenei nordamericani. Faceva parte della fronda anglofila, devotissima alla massoneria. Leggenda vuole che sia stato iniziato, in tempi lontani, direttamente alla loggia “Freedom” di New York, che ha sede al Rockfeller Center e annovera molti italiani. Scrive Ferruccio Pinotti, riportando le testimonianza di una...
Quando ieri su Facebook ho scritto un breve post sulla vicenda del "matrimonio" di Tiziano Ferro, sono stato osteggiato da alcuni contatti secondo i quali io darei troppa importanza a vicende frivole. Così, in questo articolo, vorrei provare a chiarire perché non solo la questione di Ferro non è affatto irrilevante né di poco conto, ma anche perché, in generale, dalle cose cosiddette frivole, si possano ricavare utili indicazioni per capire cose molto più complesse. La vicenda di Tiziano...
Da schietto propugnatore della causa multipolarista, non posso fare a meno di rilevare le topiche dei commentatori filorussi e filocinesi che rischiano di suscitare false aspettative. 1 Le perdite umane ucraine sono insopportabili. Insopportabili per le mamme e le mogli dei caduti, evidentemente. Di certo non per l’Occidente collettivo, il quale dispone di innumerevoli batterie di disperati da sacrificare. E poi, ecco, lo ripetono dal novembre dello scorso anno. 2 Le forze armate di Kiev...
Sin dalla vigilia delle elezioni che avrebbero poi portato la Meloni a Palazzo Chigi, scrissi che avremmo avuto una legislatura cosmetica, con una maggioranza a far bigionica su questioni di lana caprina, e un'opposizione che avrebbe talmente radicalizzato i propri toni fino a diventare insopportabile. Non è profezia, è che ormai conosco i miei polli. Abbiamo una maggioranza che conclude poco o niente e un'opposizione affidata ad una palese macchietta come la Schlein che, tutte le volte che...
Vedere la schlein bullizzata da due suoi elettori (giannini Gruber) mi fa sorridere Nello stesso tempo spero che prima di un eventuale cambio di governo, si tentasse di fare qualcosa proposta in campagna elettorale, o almeno qualcosina che abbia il sapore di dx, non rompete le palle con quelle 4 cose che gli hanno concesso, solo perché al momento di pagare la cena, ha messo mani al portafoglio, sono concessioni dovute, in cambio della elezione del figlio di Bernardo Angelo Giudice
Una volta un amico mi ha scritto, benevolmente, che io soffro di presbiopia politica: secondo lui, sono uno che vede lontano ma, a volte, tende a trascurare le cose vicine. Non so quanto di vero ci sia in tutto questo, né se sia vero che io "veda" poco da vicino, ma certamente quella di vedere lontano è una cosa che mi è servita in tante circostanze. Vedere lontano mi ha permesso di capire immediatamente cosa fosse il covid e soprattutto di immaginare che quella sinistra che inizialmente...
Sarò “comunista” (A sinistra mi reputano fascista, a destra comunista. Io, che non sono né l’uno né l’altro, me ne frego e godo come un riccio), ma a mio avviso non esiste alcuna macchinazione ai danni dell’esecutivo. La verità nuda e cruda è che i Poteri Forti cospirano contro i risparmi e i beni al sole degli italiani con la complicità dell'inquilino di Palazzo Chigi, qualunque esso sia. La difesa a mezzo stampa degli avvocati d'inchiostro (Libero, La Verità, il Giornale: la galassia...
Andreotti non è stato soltanto un grande statista - "l'accorto gestore di una democrazia malata" (Ciarrapico) - ma anche un formidabile aforista. Contrassegnato sin dall'infanzia da una inconfondibile cifosi, fu oggetto di numerose canzonature alle quali rispondeva con una proverbiale ironia epigrammatica, di scuola latina, espressa attraverso centinaia di aforismi. Forse, quello più famoso è che "il potere logora chi non ce l'ha", anche se pare che, in realtà, non fosse suo. E però, lui lo...
Da due giorni è materialmente impossibile, per i cittadini russi, l'ingresso in auto nei Paesi Baltici. E non solo l'accesso su auto immatricolate in Russia è vietato, ma anche l'ingresso con bagagli o anche solo un cellulare non approvato nel mercato europeo. I russi, che hanno molto più senso dell'umorismo di estoni, lituani e lettoni (non che ci voglia poi molto), già scherzano dicendo che gli sarà permesso entrare in UE in mutande e col passaporto in mano, ma in realtà la cosa fa molto...
Affrontare la malattia senza individuarne la causa prima è il primo passo per non guarirla definitivamente. Accade con certi tumori: se si estirpano senza capire come si sono formati (cause ambientali, comportamenti personali sbagliati, geni difettosi) poi ritornano. E ritornano in un corpo già indebolito dalla malattia. Proprio per questo, molti muoiono. Perché il problema non è eliminare il tumore in sé ma impedire che si riformi. Così molti si attaccano disperatamente alla chemioterapia...

G F

Se da quasi un quarto di secolo, va avanti la trasmissione grande fratello , e cose del genere tipo uomini e donne etc.,(Pippo Baudo fu massacrato perché propose fantastico 10, gli italiani del tempo non concepivano e accettavano cose cosi longeve). Vuol dire che la richiesta è alta, poiché tutto si basa sul mercato, e i proprietari delle tv non sono stupidi, se replicano vuol dire che la cosa funziona. Ecco il problema è perché funziona. La cosa funziona poiché noi siamo stati decerebrati...
È noto che nel corso dei decenni svariati scienziati abbiano studiato e messo a punto centinaia di vaccini, utilizzati per sconfiggere le malattie più disparate. C'è il vaccino contro la poliomielite, contro la meningite, contro la malaria, contro il vaiolo, contro la tubercolosi, contro la varicella etc. etc. Però nonostante questa enorme quantità di vaccini è da almeno due anni che nel linguaggio comune quando si menziona un vaccino senza precisarne la sua funzione si sottintende il...
Mezzi di locomozione scolastica. Vado a prendere mia figlia a scuola, e naturalmente mi metto in piedi ad aspettare, l'apertura del cancello. Al mio fianco si mette una vettura in tripla fila, in modo tale che il conducente possa guardare il cancello senza sforzare il collo, lasciando la macchina accesa, per via dell'aria condizionata, incurante che il suo tubo di scarico era sotto il mio naso, e il calore sprigionato dal motore, raddoppiava la calura di un settembre arido, allora senza dire...
Tutte le volte che vedo emergere un giudice o un magistrato nel dibattito pubblico, per le sue posizioni e per le sue imprese, affiora il vecchio istintaccio che mi porta a diffidare, sempre e comunque. La cosa scandalizza soltanto chi delle funzioni di queste figure sa poco. I media poi, abilissimi come sono a creare santini e mostri - attraverso fiction che eroicizzano i magistrati, assurti al ruolo di opliti del bene, perennemente impegnati in una sempiterna palingenesi morale, oppure...
Per vita privata e lavoro, mi trovo a contatto con moltissime situazioni familiari difficili. La maggior parte delle persone che conosco, per esempio, è separata. Un tempo, ancora quando ero piccola io, i genitori separati erano pochissimi e la condizione dei figli di genitori separati sembrava una bambagia, perché c'era il mito dei doppi regali a Natale, per il compleanno e anche in momenti diversi dell'anno, in una sfida a chi più si dimostra amorevole tra mamma e papà. Oggi la situazione...
Il lettore ha notato che parlo spesso delle mie traversie come proprietario. Il motivo del mio interesse per il tema della proprietà deriva dal serio e, credo, fondato sospetto che nei prossimi anni cercheranno di usare noi proprietari come vacche da mungere. Se qualcuno si chiede a cosa serve tutto questo allarmismo sul clima, la risposta gliela potrei suggerire io: giustificare la mega-patrimoniale che, col pretesto dei lavori green, tra qualche anno gli italiani che hanno la grave colpa...
Alcuni giorni fa parlavo con amici cinefili e fumettari di BRAHMASTRA, kolossal fantasy-supereroistico di Bollywood uscito lo scorso anno e che dovrebbe costituire l'incipit di una trilogia. La cosa singolare è che questo progetto è supportato anche da Disney (che ha acquisito la Fox ) sebbene i suoi contenuti facciano praticamente a cazzotti con quello che vediamo pure in tanti cinecomics occidentali: zero strizzatine d'occhio "inclusive" a questa o quella minoranza. Il protagonista si...
2004: il fallimento dell’indagine di Kean e Hamilton Il presidente George W. Bush e il vicepresidente Dick Cheney scelsero attentamente dieci individui, che non facevano neanche più parte del Parlamento, e affidarono loro l’indagine. In seguito, nel dicembre del 2002, Bush nominò l’ex governatore del New Jersey, Thomas Kean, capo della commissione investigativa. Come suo vice fu chiamato Lee Hamilton, che fino al 1999 era stato membro della Camera per lo Stato dell’Indiana. A Kean e...
Ci sono argomenti su cui, per interesse personale o mestiere, sono in grado di farmi un parere e di divulgarlo. Se dal 2003 ad oggi sono riuscito a conquistare un non trascurabile seguito, non è garanzia che non abbia scritto talvolta sciocchezze, ma almeno non dovrei aver esagerato. Poi ci sono argomenti su cui non mi sono mai pronunciato. O perché non mi interessano o perché non ne so nulla e dunque, dicendo qualcosa di sbagliato, rischierei di compromettere la stima dei lettori. Così...

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"La caduta del blocco socialista e la "fine della storia". La disgragazione della Jugoslavia e le guerre del Golfo, la caduta di Gheddafi e l'inizio della fine in Libia. La crisi del dialogo Est Ovest. Eventi concatenati che hanno una costante comune: la estrema marginalità della politica estera italiana della cosidetta seconda repubblica".
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Subito dopo la II Guerra Mondiale, gli ex paesi coloniali furono sommersi da una ventata di ottimismo e valori democratici dati dalla sconfitta del fascismo. La vittoria alleata creava un mondo nuovo, i vincitori rivendicavano questo ruolo o come paese delle opportunità (USA) o della rivoluzione (URSS).
Il Guatemala fu uno degli stati che colse questo magico momento. Nel 1944, il paese si emancipò da un periodo reazionario tramite una giunta militare. Abbiamo già alluso al ruolo progressista dell'esercito nei vari paesi ex coloniali, qui spesso i militari costituivano l'unico settore in grado di svolgere il compito storicamente svolto in Europa dalla borghesia.
Il paese si avviò alla chiusura di una fase storica feudale caratterizzata da latifondo, rigida divisione e segregazione razziale, violenza privata. Furono realizzate importanti riforme in ambito sindacale e lavorativo, fino ad arrivare alla prima metà degli anni '50, in cui fu varata una riforma agraria.
La redistribuzione delle terre colpì i grandi proprietari terrieri (tra cui alcuni membri del governo) e le compagnie bananiere statunitensi. Buona parte del confronto tra queste ultime e le istituzioni ruotò attorno all'indennizzo per l'esproprio, calcolato sul valore fiscale dichiarato dai proprietari stessi. La United Fruit disse che non le era stato possibile aggiornare i registri (aumentando drasticamente il valore e quindi auto-dichiarandosi evasori); da tenere presente che buona parte di quelle terre erano tenute incolte solo per evitare che fossero acquistate da competitori.
La storia è nota: la CIA si attivò, martellando l'opinione pubblica USA con una presunta minaccia comunista, fino al colpo di stato.
Il paese cadde in un buco violenza fino alla metà degli anni '90, momento degli accordi di pace tra governo e guerriglia. Il Guatemala subì una repressione atroce e impossibile da spiegare. Diventò cavia del capitalismo mondiale (prostitute e malati di mente furono persino usati come cavie per farmaci dalle multinazionali farmaceutiche USA).
Nonostante la pace, gli elementi che portarono alla guerriglia non sono risolti: la disparità di reddito e di accesso all'istruzione, la stratificazione socio-economica su base razziale, la discriminazione delle culture e delle etnie native, la dipendenza economica dall'estero, lo strapotere dei militari e la violenza privata dilagante.

Per restituire giustizia a questo popolo, ai suoi poveri, alle sue popolazioni perseguitate ho sentito di scrivere un libro su questo piccolo e dimenticato Vietnam centroamericano. La loro lotta per un mondo più giusto merita ancora di essere raccontata e tramandata da orecchio a orecchio, la storia del popolo che nella foresta continuò a lottare contro l'oppressione e l'ingiustizia che arrivava da lontano.
Dedico "La terra di Itzmanà" a tutti loro, ai poveri e agli sconfitti, perché il sacrificio non sia dimenticato.

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Dei fatti africani degli ultimi mesi abbiamo guardato solo la vicenda anti-coloniale riconducibile alla Russia (o di seconda mano alla Cina). In particolare, i fatti del Niger sono stati ricondotti a una presunta presenza della Wagner nell'area.
Pochi giorni fa, il Marocco è stato scosso da un terribile terremoto e ha accettato aiuti solo da quattro paesi: Spagna, Emirati Arabi, Regno Unito e Qatar.
Schiaffo per la Francia rifiutata da una ex colonia, questa volta non in mano russa o cinese, non infiltrata da integralisti di qualsiasi natura o tipo, ma fedele alleato occidentale. Il Marocco -dopo Trump- ha aperto alla collaborazione con Israele, è fedele rappresentante degli interessi occidentali nella regione (a discapito dei Saharawi) e acerrimo nemico dell'Algeria (alleata storica sin dai tempi del socialismo di Mosca), ha un filo diretto con gli USA.
Avevamo già detto di come Turchia e Marocco con la periferizzazione dell'Europa avessero assunto peso politico a discapito degli europei (Italia in primis, essendo un paese mediterraneo).
Il conflitto ucraino ha velocizzato la tendenza intra-occidentale a far convergere i capitali verso il centro (USA) a discapito dell'Europa e in questo progetto Italia, Francia e Germania sono ostacoli di primo piano.
Germania e Italia sono fatte fuori dalla politica ucraina imposta dalla classe dirigente (a loro volta imposte dalla sconfitta militare: di fatto siamo satelliti); la Francia forte di una posizione di vincitore del conflitto va ricondotta all'ovile con altre misure. Il punto è evitare la coagulazione del complesso industriale europeo continentale.
Le nuove potenze (Usa, Cina, Russia, India, Golfo) si spartiscono la periferia a discapito degli europei.
Non è il primo atto ostile contro Parigi della Casa Bianca: vedi vicenda sottomarini australiani in cui gli USA si sono imposti.
Persino le sparate anti-francesi di Amato (dopo l'alzata di testa contro il defunto Berlusconi di Parigi) delle settimane passate sembrano un codice a questo punto: guardate che il grande Alleato oltreoceano vi guarda e noi (Uk, Italia, forse Germania) stiamo con loro.
La Francia nei mesi passati ne ha provate di alzate di testa: visite in Cina, facciamo la pace con i russi, teniamoci buoni gli algerini e muoviamoci per il Sahara Occidentale (ricordo barattato da Trump per Israele e accettato dalla ben più attiva Spagna). Tutte hanno avuto esito penoso, Parigi non è più quella di Napoleone o di De Gaulle e le guerre se le vinci solo grazie agli alleati è un po' come averle perse (anche se l'opinione pubblica forte di una storia millenaria può pagare le tasse felice e cantare l'inno con orgoglio).

Se questa ipotesi fosse corretta, ripeto SE (son pur sempre solo chiacchiere non prendetele troppo sul serio), l'Italia starebbe giocando il ruolo del fedelissimo USA (ruolo che sappiamo di avere), peccato non problematizzare un po' di più e non cercare un margine di dialogo (forti di questa tradizione di quasi vassallaggio) con la Russia o (udite, udite) la Cina... Che poi fu la politica estera del defunto Berlusconi per questo osteggiato da Francia, Germania, UE, giornali e banche italiani legati ai capitali europei, ecc.
Le battaglie politiche quando assumono toni morali nascondono sempre interessi ben meno nobili, non che questo riabiliti Berlusconi, ma ci chiarisce qualcosa sulla lotta politica intra-europea.
La dinamica del capitalismo non è solo interna alla lotta di classe, ma anche una lotta tra capitalisti (aziende in competizione), tra gruppi di capitalisti come cordate di interesse e tra Stati (che rappresentano interessi più vasto con dinamiche ed equilibri interni).

In questo momento di crisi del vecchio centro e di affermazione di nuovi attori, la competizione tende ad assumere toni più accesi, le alleanze ad essere mobili.
In finale, il sistema-mondo si struttura attorno a un centro (o più centri in competizione) che drenano risorse dalla periferia (a sua volta caratterizzata da una maggiore povertà, da esportazioni semplici, ecc).

Tempi confusi e interessanti.
Oggi a #LagrandeImboscata Alexandro Sabetti ci parlerà del suo libro "Il soffione boracifero", qui link

Vi ricordo il mio libro di storia e antropologia guatemalteca, link all'editore: https://www.kulturjam.it/kulturjam-edizioni/la-terra-di-itzamna/

Qui link al canale #Telegram: https://t.me/gabgerm

Sono a 5000 amici e ho una piccola coda; ogni tanto qualcuno mi cancella, quindi non avrò problemi a far scalare la lista 😃
Grazie a tutti!
L'uomo è una specie simbolica, che comunica attraverso linguaggio astratto.
Basta già analizzare la frase precedente per trovare almeno tre parole senza corrispondenza nel reale. Il nostro schema comunicativo è immerso nella realtà sociale e si fonda su convenzioni.
Quando parlo di "anima" o "derivati" sto parlando di cose astratte senza piano fisico, ma che riuscite a capire perché siamo nello stesso contesto.
Il linguaggio prima e la scrittura dopo hanno esteso il piano astratto. Attraverso uno scritto ci siamo appassionati delle avventure di Rama e Ulisse. Questi non sono passaggi irrilevanti, la creazione di storie obbedisce alla struttura della nostra mente, alla nostra auto-percezione. Creiamo ogni giorno la nostra identità in base a una storia, a un processo di ricostruzione e mediazione tra passato, presente e futuro (progettualità). Il narrare sarebbe quindi una delle attività più tipiche della nostra specie.
Ieri, mentre tornavo dalla presentazione del libro (La terra di Itzamnà, edito da Kulturjam.it) e pensavo alla presentazione di sabato dell'altro (Italia eterna Cenerentola. La politica estera della seconda repubblica, edito da Area Pascale - Mario Pascale editore), mi son chiesto: cosa ci spinge a condividere idee?
Nel mio caso, il bisogno di condividere riflessioni che mi sorgono spontanee, quando leggi e studi senti il bisogno di condividere con gli altri questo percorso mentale. La scrittura, la lettura e lo studio sono tra le poche consolazioni in questa valle di lacrime; in finale, anche quando tutto sembra perso continuare queste tre attività, è l'unico modo per impiegare il proprio tempo.
Anche oggi che la nostra civiltà sembra a fine ciclo (economico, demografico, politico), l'Europa sembra messa ancora peggio in questo ciclo, continuare a studiare, leggere, scrivere (e quindi in qualche modo tramandare, rielaborando) è l'unico modo per dare un senso al proprio passaggio. Il Mediterraneo passò già una grande fase di declino, col finire dell'Impero Romano d'Occidente e il caos in quello d'Oriente e fu proprio nello studio e nella trasmissione dello stesso che si ebbe il rifiorire dei due diversi poli (in modi e momenti diversi).
Gli Arabi rielaborarono e diffusero (a nostro favore) il sapere greco, quello persiano e indiano; il monachesimo si fece cinghia di trasmissione del sapere antico e della complessa teologia medievale con il mondo moderno.
Oggi stiamo assistendo a un rimontare incredibile della comunicazione colta e non, tutti scrivono e condividono, tutti riflettono e organizzano un loro messaggio (audio, video, scritto). L'effetto spiacevole di questo (in partenza positivo) è il senso di estraneità e di alienazione che si ha dalla comunicazione; il singolo si trova davanti a una valanga di informazioni e messaggi che non è più nemmeno in grado di elaborare, decostruire. Il comunicatore diventa ricevitore passivo e buona parte della produzione viene in realtà dispersa, se oggi qualcuno di noi fosse il nuovo Dante lo ignoreremmo sommersi invece da immagini di gattini (o nel mio caso da reel di cuccioli di volpe e coniglietti).
Perché continuare a scrivere allora? Un po' per continuare a formare la propria identità e quella narrazione interiore, per non trasformare il proprio pensiero in uno sterile soliloquio continuo; un po' per continuare a mandare avanti (con il proprio piccolissimo fiammifero) una auto-riflessione sul reale, quel processo di lettura critica che ha caratterizzato tutte le comunità umane e che in Occidente vanta una lunga tradizione.

Vi ricordo perciò la presentazione di domani (16 settembre), alle 17:00, presso viale Giotto 17 (Roma) del libro "Italia eterna Cenerentola", in cui io, Franco Bartolomei, Mario Michele Pascale, Alexandro Sabetti e Ferdinando Pastore parleremo del testo e di politica estera italiana, proprio per tenere in piedi quella fiamma di pensiero critico di cui tanto abbiamo bisogno.

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