Welcome! You have been invited by Caligorante to join our community. Please click here to register.

Si contesta al governo italiano di essersi astenuto sulla risoluzione Onu che chiedeva la fine dell’embargo economico, commerciale e finanziario che grava sulla disgraziata Cuba.
Si rinfaccia al ministro della difesa Guido Crosetto la frase con la quale, nel 2021, auspicò l'allentamento dell'embargo, dopo aver ringraziato i medici cubani per l'assistenza profusa.
A maggior ragione adesso, che la crisi energetica sta letteralmente spegnendo la vita e quel poco di attività che rimane. Intendiamoci, io sono favorevole alla rimozione dell'odioso bloqueo, che rafforza il regime e penalizza il popolo cubano.
Ma se nessun Paese della comunità internazionale percepisce l'impellenza di aggirarlo o condannarlo, un motivo ci sarà. Ed è abbastanza semplice intuirlo: il motivo è che l'isola caraibica, avara di risorse, ha un impatto pari a zero sui traffici commerciali planetari, la sua popolazione languisce nell'indigenza, il suo sistema scolastico forma bravi dottori, certo, ma la sua economia produce essenzialmente canna da zucchero, tabacco, disagio sociale e prostituzione eufemizzata dal calore e dal colore locale. Cuba è l'ultima ridotta del socialismo reale, la sua variante più esotica e agreste. Cosa ci si va a fare a Cuba: si va per prendere parte alle riunioni degli amatori dei sigari di qualità, per visitare Finca la Vigía – la dimora di Hemingway –, per godersi il sole tropicale e il paesaggio a tratti incantevole, per rimorchiare procaci mulatte e leggiadre creole. Nessuno ci va per siglare accordi di rilievo o stringere intese strategiche. Anche perché, retorica dei barbudos a parte, tutti sanno chi regge i fili in quell'angolo del mondo. Anche russi e cinesi si limitano perlopiù a tenere a galla lo zatterone castrista, evitando di perderci tempo e denaro: finché la barca va, lasciala andare.
L'Avana non è scomoda per Washington; anzi, è un monito per i latinos, ai quali ricorda ognora l'ingrata esistenza che si è costretti a condurre fuori dalla scintillante città sulla collina. Naturalmente, i caudillos rossi hanno tutto l'interesse a inchiodare le chiappe alla poltrona e a tirare in ballo la scusa dell'embargo criminale dei gringos per meglio ammuffire nell'inerzia.
Le grane al gigante nordamericano non le creano mica l'antimperialismo Alpitour ammanicato con la sinistra radicale newyorchese e l'aristocrazia finanziaria e intellettuale ebraica dell'east coast. La rivoluzione cubana, al pari di quella bolivariana, è stata capace, al di là degli sproloqui liberali su democrazia e diritti umani, di raggiungere un unico obiettivo: ridurre i propri cittadini a paria, emarginarli dal resto del mondo. Si tratta di un modello fallimentare e impotente, e pertanto rinomatissimo presso quegli ambienti di sinistra – che appestano pure l'Antisistema, dove o si abbraccia lo schifo mileiano o l'orrore comunista – ove la demagogia straripa e l'intelligenza latita.
Il modello renano-europeo e quello cinese, ma anche il giapponese e il sudcoreano, quelli sì che riescono a causare potenti emicranie allo zio Sam, perché davvero performanti e meritocratici. Non a caso tentano di privarli dell'energia.

Comments

There are no comments to display.

Media

Blog entry information

Author
Caligorante
Views
25
Last update

More entries in Geopolitica

  • Ma io non prendo lezioni dai macellai russo-americani
    Sono state scoperte a Kiev alcune camere di tortura nelle quali la Guardia Nazionale perpetrava sevizie ai danni dei prigionieri politici e dei disertori. Non so se si tratti di una montatura o di...
  • Bugie con le gambe cortissime
    Si suol dire che le bugie abbiano le gambe corte. Ma alcune bugie, come quelle dei valletti impenitenti dell'imperialismo russo, le hanno cortissime. E tra i valletti ritroviamo personaggi...
  • Realtà effettuale della cosa vs narrativa fantasy
    Guardiamo alla realtà effettuale della cosa, come suggerisce l'inascoltato Segretario fiorentino, e non alle narrative fantasy, avvincenti ma in definitiva fasulle e contraddittorie. La...
  • L’ho detto e lo ripeto
    Il sovranisti sono un’erba infestante, l’ho detto e lo ripeto senza alcuna rettifica eufemistica. E non vi è timore da benpensante atterrito dal cambiamento nelle mie parole. Perché il...
  • BINOCOLI AL CONTRARIO
    A pochi giorni dall'inizio delle schermaglie tra Israele e Iran ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori. Sia da parte dei media mainstream che dai social media più o meno indipendenti. E...

More entries from Caligorante

  • America vuol dire cambiamento
    Sono comprensibili i mal di pancia provocati dalla sconfitta dei repubblicani alle elezioni di midterm, con l'onda blu meticcia e democratica, gonfiatasi fino a oscurare quella arancione del...
  • Tinto Brass, l'ultimo pagano
    Sbaglia chi stronca la persona e l’arte di Tinto Brass, spentosi alla veneranda età di 93 anni, sminuendole a itinerario di un pornografo melenso o di un maiale bavoso. Lui è stato il vero...
  • Prevost lo sconsacratore
    Bergoglio e Prevost sono i papi ideali per traghettare la Chiesa cattolica dall'ordinata decadenza alla distruzione controllata. Confrontarsi con pontefici del genere era il sogno mostruosamente...
  • Contro il sovranismo rosso
    Non fidatevi mai dei rossi, specie delle frange più chiassose, scalmanate e fanatiche che se la tirano da nazionalisti. MAI. Anche se, putacaso, dovessero presentarsi alla porta travestiti da...
  • Qualche suggerimento al “cinema di destra”
    Mentre divampano le polemiche per Albatross, l’innocua biografia del giornalista missino Almerigo Grilz diretta da Giulio Base, colgo l'occasione per fornire qualche suggerimento al “cinema di...
Top