Questa mattina mi sono svegliato con una bruttissima notizia.
Per molti è morto Pino D'Angiò. Per me, molto più banalmente, è morto Pino, un grande amico con cui ci siamo fatti una marea di risate, una delle più belle persone da me mai conosciute, un vero signore, spiritosissimo, di un'intelligenza e una cultura fuori dalla norma (era praticamente laureato in medicina, gli mancavano due esami) totalmente incapace di prendere sul serio se stesso e il successo internazionale di cui godeva.
Ci eravamo sentiti poco meno di un mese fa su Whatsapp. Pino non stava benissimo, l'anno scorso gli avevano tolto un polmone pieno di metastasi ma insomma, sembrava essersi ripreso, era andato anche ospite all'ultimo Festival di Sanremo. Niente faceva presagire un'evoluzione così negativa del suo quadro clinico che ad un certo punto si è evoluto tragicamente fino al malore improvviso che lo ha strappato ai cari.
Fin qui c'è il ricordo personale.

Poi c'è quello professionale.
Se molti vi fanno credere che il rap in Italia lo abbiano portato Jovanotti o J-Ax, vi dicono una palla. Così come mentono coloro che dicono che l'era d'oro dell'Eurodance sia iniziato con tutto quel profluvio di artisti indiscutibilmente fenomenali che negli anni Novanta avrebbero invaso il mercato internazionale della musica house. Il vero iniziatore di quell'era, il vero campione, fu proprio Pino. Avanti di almeno dieci anni rispetto a tutti gli altri, dotato di un acutissimo senso musicale, famoso in tutto il mondo, è stato uno degli artisti più sottovalutati che questo paese ingrato abbia mai prodotto. Perché se è vero che il suo successo internazionale fu dovuto in parte anche alla sua hit "Ma quale idea", il buon Pino fece anche un altro pezzone pauroso, the Age of Love, diventata una colonna e un punto di riferimento della musica trance.
E al di là di tutto, Pino non fu principalmente soltanto il front-man con la sigaretta accesa che molti pensano. Ha scoperto tantissimi talenti, ha scritto tantissime canzoni per altri - una anche per Mina - ed è stato attore con registi di grandissimo valore come Tornatore, oltre che ottimo doppiatore.
Io ho perso un amico, l'Italia ha perso un grandissimo artista.

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Franco Marino
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