Entro spesso nelle scuole per lavoro e questo mi permette di osservare da vicino l'ambiente in cui vivono per ore bambini e ragazzi.

Mi piace ascoltare gli allievi mentre raccontano episodi della loro vita. Vedere i loro sorrisi o i turbamenti...gli occhioni espressivi... le smorfie...spesso le risate a qualche mia battuta.

Ieri mi trovavo in un'aula con 28 bambini di una terza elementare. Avevano tutti voglia di intervenire ma aspettavano in rigoroso silenzio il proprio turno mai abbassando la mano per timore io non li vedessi.

Alla mia domanda "bimbi, cos'è successo nel 2020?" le loro voci hanno risuonato alternate, forti e chiare:

IL COVIDDDDDDD

C'ERA IL CORONAVIRUSSSS

E POI L LOCKDOWNNN

NON POTEVAMO USCIRE DI CASA...

Ad un certo punto una bimba dolcissima in prima fila mi guarda con occhi tristi e dice:

CI FACEVANO TENERE LA MASCHERINA A SCUOLA E NON RIUSCIVAMO A RESPIRARE.

Ho sentito tutta la sofferenza di un'intera generazione di bambini dietro a quelle brevi frasi che mi sono arrivate dritte al cuore.

Che scuola è una scuola che non permette di respirare ai bambini,

che applica regole insensate,

che esegue protocolli ministeriali senza logica,

che non stimola il senso critico individuale,

una scuola che distanzia fisicamente gli alunni

non ha assolutamente nulla di educativo.
Ma lascia solo grosse e profonde ferite.




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Francesca Fioretto
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