La Grande Italia

Il forum dei patrioti italiani

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Il pigliainculo sovranista


Il sovranista vagheggia un'Italia libera e forte, ma nei fatti finisce per adagiarsi al cospetto della troika russo-yankee-israeliana. Se i padroni intimano «No all'auto elettrica», lui, servizievole animaletto da compagnia, scuote la coda e abbaia «No all'auto elettrica brutta che esplode!». Se al contrario ordinano «Sì all'auto elettrica, purché sia prodotta e commercializzata dai guru fru fru della Silicon Valley», l'animaletto guaisce un meraviglioso «Sì all'auto elettrica! Musk c'ha pure il modello volante.». Se il padrone comanda «Negri, marroni e gialli vanno messi alla porta», il chihuahua sovranista inizia a ringhiare e a fare eco alle parole appena udite. Se cambia opinione e suggerisce «Negri, marroni e gialli vanno accolti e integrati», il chihuahua si adegua scodinzolando. E lo stesso sta accadendo e accadrà con il credito sociale, la postura da tenere con islamici e cinesi, i vaccini (vedrete che arriveranno quelli benefici, consigliati espressamente da Kennedy junior), la società del controllo e quant'altro. Il sovranista, mi sembra evidente, non vuole un'Italia libera e forte, no davvero. Esso si colloca molto al di sotto del quaquaraquà: è un modesto pigliainculo, un travet fantozziano ormai rassegnato all'intermittente stupro anale metaforico. E vanno diventando un esercito, con tanto di Generale. Malgrado le sbandierate pulsioni tribali ed etnocentriche, il sovranista dal buco spanato si adatta docilmente a qualsiasi soluzione, accetta ogni tipo di assimilazionismo, purché l'imposizione provenga dall'alto, da persone a lui gradite, politicamente conformi. Se ci fate caso, anche nelle ricette economiche il sovranista palesa un atteggiamento di avvilente supinità: è passato da una sorta di euroscetticismo di marca keynesiana che esalta la spesa in deficit indiscriminata, a strizzare l'occhio all'integralismo liberale di Milei. Programmi intercambiabili, valori barattibili: il regno della provvisorietà e del più meschino camaleontismo opportunistico. Le tenaci, profonde e imperiture convinzioni di cui il sovranista fa sfoggio sono in definitiva delle rumorose scoregge retoriche.
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