I duellanti
Il dissidio Trump-Musk, delle due l'una:
1) È autentico e segna una rottura significativa tra la fazione del DOGE che fa capo a Elon Musk, mirante al risanamento dell'economia statunitense e alla promozione di un espansionismo soft, e i guerrafondai che cercano di riprendere in mano le briglie della globalizzazione, adoperando la forza e il divide et impera anche a costo di incendiare il pianeta. Ma Musk non è il paladino della classe media, come vuol far credere, bensì un lobbista collegato allo Stato Profondo, desideroso di rastrellare fondi pubblici per i programmi spaziali di SpaceX e intenzionato a vincere appalti per progetti difensivi come il Golden Dome, riedizione della dispendiosa e poco efficace Strategic Defense Initiative di Reagan.
2) È una montatura per ravvivare la frottola delle “due Americhe”, così da turlupinare ulteriormente la moltitudine internazionale che appoggia il trumpismo-muskismo, smarrita e comprensibilmente sfiduciata da mesi di promesse, annunci, smentite, minacce di annessioni di nuovi territori e ammuine varie.