Io so soltanto che, a prescindere dalle porcate UE e dalla comprensibile cautela che ispira la condotta italo-tedesca, sono perlopiù le nazioni del Vecchio Continente ad aver applicato misure restrittive nei confronti di Israele. Non pervenuti i “buoni” e i maestri della vanvera terzomondista: India e soprattutto USA hanno armato la mano del genocida; la Russia ha riempito di grano il ventre del genocida; la Cina, al solito, ha pronunciato tante parole, ma ha compiuto pochi fatti; il Venezuela bolivarian-trumpiano, addirittura, ha ripreso a fornire greggio alla macchina bellica del genocida. Al contrario, Belgio, Olanda, Spagna, Francia e Regno Unito hanno introdotto restrizioni alla vendita di armi e all'acquisto di prodotti provenienti dagli insediamenti sionisti. L'8 settembre 2026, dodici Paesi hanno dichiarato l'intenzione di introdurre o sostenere restrizioni commerciali sui beni provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Undici di questi sono europei a pieno titolo: Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia. I pochi veri amici del martoriato popolo palestinese stanno nel Vecchio Continente. Ma gli europei, si sa, sono “nazisti”.