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Tante volte si sente l'espressione "segui il tuo cuore", specialmente in riferimento a scelte d'impulso, irrazionali, dettate dai pruriti del momento. Ma cosa è il cuore? Dove si trova il cuore dell'essere umano? E quale differenza v'è tra il cuore e la mente? Cresciuti a pane e individualismo...

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Tante volte si sente l'espressione "segui il tuo cuore", specialmente in riferimento a scelte d'impulso, irrazionali, dettate dai pruriti del momento.
Ma cosa è il cuore? Dove si trova il cuore dell'essere umano? E quale differenza v'è tra il cuore e la mente?

Cresciuti a pane e individualismo, nella nostra mente scorrono le immagini delle commedie romantiche, in cui la scena tipica è: lui sta con lei, poi incontra un'altra donna e butta all'aria la relazione precedente per stare con "la donna della sua vita".
Se è vero che esistono amori realmente autentici che nascono in questo modo e non seguire il cuore, in quel caso, sarebbe un tradimento di sé, è altresì vero che, spesso, il cuore viene tirato in mezzo per infatuazioni che hanno più a che fare col basso ventre e che, semplicemente, non si è capaci o non si ha la volontà di gestire.

Ma cos'è, realmente, il cuore?
Chi ha dimestichezza con il linguaggio spirituale ha già in testa la contrapposizione cuore/mente. In Oriente, chi pratica una qualche forma di meditazione lo sa, la mente è la creatrice di ciò che percepiamo con tutti e cinque i sensi, la mente stessa è un senso. La mente produce una visione falsata della realtà e lo fa tramite la generazione incessante dei pensieri. Ci svegliamo e già pensiamo a cosa fare durante la giornata. Ma il flusso dei pensieri non si limita a questo. Insieme al pensiero di ciò che dobbiamo fare, si innescano delle catene di pensieri legate alla previsione della giornata, che si forma in base allo stato d'animo.

Faccio un esempio: mi sveglio e penso "oggi devo andare al lavoro". La mente continua "ah che palle, proprio oggi arriva il supervisore a esaminarci, sicuramente troverà qualche difetto nel mio modo di lavorare o ci proporrà l'ennesimo aggiornamento da fare. Sarà una pessima giornata, ho già l'ansia! In più stasera devo uscire con la mia ragazza a fare shopping, chissà quanto spenderà... Ma se rifiuto, litighiamo e non mi parla per due giorni, è sempre così! Ma chi me l'ha fatto fare a mettermi con lei?!"

Ci siamo appena alzati e ancora non abbiamo fatto il caffè, ma la mente ha già delineato la giornata che ci si prospetta davanti. Poi magari andiamo al lavoro, il supervisore è un uomo simpaticissimo che non fa alcun tipo di pressione su di noi. E subito pensiamo: ah, che fortuna! Siamo allegri e decidiamo di confidare alla nostra ragazza che ci sentiamo stanchi per andare a fare shopping, così anche lei decide di rimandare l'uscita per stare in casa con noi, magari a vedere un film alla TV. E subito pensiamo: quanto sono stato fortunato oggi! È andato tutto bene!

Qualcuno direbbe: tanto rumore per nulla. Ed è esattamente quello che fa la mente: rumore, disturbo del flusso naturale della nostra azione nel mondo. E ci distoglie dal presente, dall'osservazione di ciò che viviamo, di ciò che facciamo, dall'osservazione di noi stessi. Non siamo capaci di stare tranquilli nell'attimo che stiamo vivendo perché o siamo proiettati nel futuro, un futuro immaginato che spesso alimenta uno stato d'animo ansioso, oppure ricordiamo il passato e stagniamo in una insensata nostalgia, nel rimpianto o nel rimorso, mai realmente presenti a noi stessi.

La mente crea illusioni continuamente ed è talmente pervasiva e sottile, la sua azione, che spesso crediamo che sia essa il cuore. Anche in questo caso, faccio un esempio: vivo una bellissima relazione amorosa con una donna o un uomo, va tutto a gonfie vele, ci si capisce con uno sguardo.
Un giorno, conosco una persona che mi attrae subito tantissimo. È bella, simpatica, intelligente. Comincio, pian piano, a pensare a questa persona e, contemporaneamente, trascuro quella che già mi sta accanto e che mi ama e che anch'io amo. Ma la amo davvero? Improvvisamente, quelle che erano particolarità simpatiche divengono intollerabili difetti. È troppo magra o troppo grassa, troppo alta o troppo bassa, troppo loquace o troppo taciturna, troppo timida o troppo sfacciata, comincio a misurarla, in un impietoso confronto con la nuova persona che mi piace tanto.
Poi magari decido di lasciare la persona che dicevo di amare per mettermi con la nuova. Dopo poco tempo, si ripete lo stesso meccanismo: anche questa nuova persona è deludente, forse era meglio quella prima o forse devo ancora incontrare quella che sarà realmente la persona della mia vita. E va avanti così, all'infinito, mentre racconto a me stesso che sono sfortunato in amore.

Ma da dove proviene il tuo amore? Dal cuore? E da quale cuore? Quello che si maschera da cuore e produce questa serie infinita di pensieri, pensieri che creano bisogni, aspettative, paure, ricordi distorti, scenari idilliaci?
Cos'è questo cuore di cui si parla tanto? Il cuore è il centro di noi stessi. E cos'è il centro di noi stessi? Il centro di noi stessi è il Sé.
Chi sei tu? Sei questo fascio di pensieri impazziti che ha nome mente? Ma puoi osservare questo flusso di pensieri, se stai a occhi chiusi e mediti. E se puoi osservarlo, non sei tu.
L'esperienza di Sé, dell'essere, che è la nostra vera natura, non ha a che fare con l'osservazione. E ha anche a che fare con l'osservazione. Può sembrare contraddittorio, ma, in realtà, attraverso l'osservazione dei pensieri, di ciò che è falso, si può giungere a essere consapevoli che si è, alla verità di noi stessi. E quando si è, l'osservazione cade, perché non c'è più bisogno di essa.
Quando si è, si è nel cuore, perché cuore e Sé coincidono.
Il cuore è la sorgente dell'amore, quello puro, che viene emanato come un profumo e abbraccia tutto. Perché chi conosce il Sé è tutto, quindi non è separato dal suo amore. Un amore così, che nasce dalla verità, non è un amore con la data di scadenza, un amore che si attacca a delle giustificazioni, come "non siamo più compatibili", "sei cambiato", "sono cambiato io". Queste sono illusioni della mente, di una mente che ha bisogno costante di nuovi stimoli, nuovi eccitanti. Altrimenti muore.

Perché è così difficile entrare in meditazione? Perché la mente non vuole morire, il nostro ego ha paura di farla morire, perché ciò che crea ci sembra l'unica possibilità di esistenza.

Ma cercate la strada per il cuore, addentratevi in voi stessi, oltrepassate la foresta di pensieri incessanti. E potrete trovare quell'amore di cui vi riempite la bocca, ma che non conoscete affatto.

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Mina Vagante
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